“Collegamenti sensibili” di Francesca Cursi

27 Marzo 2011 0 di sergiogiromel
francesca cursi
mostra moretti

E’ da poco tempo che i nostri televisori hanno subito un “trauma”, ma con la garanzia di visioni migliori e più definite.
Ancora l’emissione non ha raggiunto il top o meglio la perfezione, per cui assistiamo spesso alla frammentazione delle immagini come avveniva in un dvd rovinato, offrendo però ai nostri occhi delle suggestioni particolari e a volte apprezzabili, ma poco gradite da molti se non si coglie l’occasionalità e non si gusta la precarietà dell’immagine che invece ci aiuta a sintonizzarci in onde sensibili come deve avvenire per interpretare la creatività artistica e le sue forme di ricerca che erano già state anticipate dall’Arte del 900.


Con le opere di Sergio Giromel assistiamo alla sospensione del tempo perchè affrontiamo mondi lavorati ad olio su tela, telai e tavole,veri occhi interni dove esplodono colori e luci di una descrittività imperiosa, come una liberazione di sintesi quotidiane tra sguardo e realtà esterne, filtrate nella propria condizione interiore. E’ proprio in questa ricerca di sintesi che necessitano e nascono collegamenti che si impongono tra architetture, figure e paesaggi ed ogni tema ha la sua voce e le caratteristiche di grandi vitalità.
Certi particolari sottolineati diventano momenti simbolici, quasi scenografie sovrapposte di palchi teatrali di una Venezia più sognata e inventata che reale, ma proprio perché magica grazie alle architetture sovrapposte e differenti, sollecita queste riflessioni pittoriche.
Il colore è pieno, arricchito dalla foglia d’oro che riflette e rifrange i raggi del sole e rende calda l’immagine.
Nelle opere con figure femminili rientrano soluzioni tendenti alla classicità, imposte dal tema, senza voli ed astrazioni, ma meditate e risolte nella veridicità.
C’è un desiderio di produrre forme rispettose della forza positiva del corpo.
Le scelte pittoriche di soluzioni paesaggistiche sfruttano per Sergio Giromel la ricchezza compositiva e la volontà di creare rimandi e suggestioni, puntando sulla forza dei colori caldi e freddi e sulla rottura dei canoni tradizionali per inventare spaccature e aperture che segnano nuovi mondi immaginari e fantastici che ci portano dentro e aldilà in una metafisica ricerca di possibili realtà, quasi assistessimo già ad un frammento vitale e ne cogliessimo i collegamenti tra varie espressioni, ma in un ruolo di forte sensibilità produttiva.

 

Critica di Francesca Cursi