“Tra colore e memoria” Gabriella Niero

25 Giugno 2012 0 di sergiogiromel
venezia
SAN_MARCO

La forma armoniosa dell’albero si staglia grandiosa in primo piano. Il colore del tronco e della chioma lussureggiante si rapprende in un blu intenso oppure divampa in un arancione pieno di luce. Oltre il profilo arboreo si intravedono orizzonti stratificati, case dalle geometrie austere, cieli tersi che allungano lo spazio, sottili strati tonali che si tramutano di volta in volta in estensioni collinari e rive fluviali. Il tempo della memoria legata ai luoghi è protagonista e per Sergio Giromel definisce l’anima di ogni dipinto.

I temi legati al paesaggio, alla natura morta, alla figura o alla “malinconica” Venezia sgorgano da un diario di ricordi che l’autore rivisita con uno stile tutto personale. La grafia è figurativa, ancorata cioè a una struttura riconoscibile , identificabile nei particolari, quindi legata a soluzioni tradizionali; contemporanea invece la ricomposizione equilibrata della forma che consiste in un continuo divenire dell’immagine quasi a creare una verità della natura che muta aspetto seguendo l’impulso emotivo di Giromel. Il prisma dei colori, accesi e raffinati, contribuisce a tradurre di continuo le variabili ritmiche dei toni. Si parla infatti di pittura dell’anima cioè di una creatività che nasce dal profondo e man mano si dipana nella sintesi della geometria e nella vivida tavolozza al fine di rendere un contenuto poetico e musicale che si fa vivace nei paesaggi, più melodico nelle nature morte e negli scorci di palazzi veneziani.
La gestualità del segno, calibrato dalla formazione grafica di Giromel, segue e si adatta alle forme, sinuoso ed accattivante nei paesaggi e nelle figure; geometrico e strutturato nelle nature morte e nei prospetti di Venezia in sintonia quindi con la percezione emotiva di quel preciso momento che si fa relazione intercorrente tra i soggetti e lo spazio che il pittore traduce con un bidimensionalità di influsso simbolico e di conseguenza con una prospettiva ribaltata in primo piano. Non si tralascia mai, ovviamente il riferimento culturale della tradizione, gli echi di un colorismo veneto vibrante di luce, le atmosfere di un naturalismo “primitivo” e sognante, la ricchezza di una narrazione che espande verso l’osservatore con garbo e con una sensibile fantasia. Sergio Giromel è dunque un artista di oggi che traduce con maestria gli echi di un linguaggio figurativo in continua evoluzione.

 

Gabriella Niero