PRISM Fatti e notizie dal mondo OSRAM di Carlotta Abate

27 Giugno 2001 0 di sergiogiromel
osram arte

Nato nel 1952 ad Arcade, vicino Treviso, Sergio Giromel ha scoperto la sua passione per l’arte fin da bambino. Dopo aver frequentato scuole di indirizzo tecnico, Giromel è entrato in Osram nel 1969, nello stabilimento di Treviso, come disegnatore tecnico. Il suo lavoro è quello di disegnare macchine per assemblaggio. Anche l’arte però esercitava il suo richiamo, così alla fine degli anni ’70 Giromel decise di prendere parte ad un premio artistico.

Sulla strada di casa, con le tele sotto il braccio si ritrovò immerso in un paesaggio di grande forza ispiratrice. Circondato dal rosa delicato dei fiori di ciliegio, dalla fragranza sospesa nell’ aria con la vitalità della primavera, Giromel sentì d’ improvviso il risveglio di un forte impulso creativo. Non vinse il concorso, ma da quel momento decise che non avrebbe mai più ignorato la sua vena artistica. Deciso a sviluppare il suo talento, Giromel ha iniziato a studiare pittura attraverso corsi e seminari serali. Nei week-end il suo tempo era dedicato a dipingere ad olio i suoi preferiti paesaggi dell’ Italia del nord. Nel 1985 è entrato nel gruppo artistico Spresianese, un club di artisti devoti all’ impressionismo, ed ha iniziato a dipingere all’ aria aperta per catturare la bellezza della natura. Nel 1987 i suoi lavori hanno fatto parte di una mostra collettiva e nel 1990 è arrivata la prima personale. Ispirato all’ inizio dall’ interpretazione del mondo del grande Claude Monet, Giromel osserva come nel tempo abbia iniziato a cercare i suoi soggetti nella propria interiorità passando così al regno dell’ arte astratta. “ Oggi è un pubblico più esigente quello che guarda i miei quadri e questo mi da una grande soddisfazione,” osserva Giromel. C’è da chiedersi se l’ artista che sta dentro il disegnatore tecnico OSRAM qualche volta non prenda il sopravvento. “ Devo ammettere che quando lavoro sono tentato a fare delle disgessioni in modi che non sarebbero tecnicamente accettabili, ma solo negli schizzi iniziali,” sottolinea.

 

a cura di Carlotta Abate